Il taccuino del guardaboschi

"Trascrivo dal taccuino del guardaboschi, e confesso che molti dettagli mi sfuggono. Eppure ogni pagina racconta di fili d'erba colti al margine dei sentieri, di pieghe al vento, di cambiamenti di colore con la luce del pomeriggio."

Era il solo taccuino funzionale che il guardaboschi avesse mai posseduto, e ogni nota gli ricordava in tempo un'altra scoperta, un'altra transazione tra la natura e l'arte.

Più in alto il bosco si dirada. Il sentiero incontra i pascoli e il silenzio cambia voce. Non sono più gli abeti a dominare il paesaggio, ma il lento movimento del gregge. Qui, dove la montagna respira più liberamente, il guardaboschi trova una pace diversa. Una pace fatta di spazi aperti, di erba che ondeggia al vento, di campanelli che suonano dolcemente nel pomeriggio.

Grazie per aver scelto Penelope Tessuti. Che ogni elemento della montagna nel vostro spazio continui a raccontare la sua storia, visto con gli occhi di chi conosce il bosco e creato con le mani di Penelope.

Tiziana e Manrica Torresan

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Cartoline dal lab | 02

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L'erbario di Penelope